QUALE FUTURO PER LA SCUOLA SILVIO PELLICO?

Pubblichiamo qui di seguito la lettera di una professoressa della Scuola Media Statale Silvio Pellico di Chioggia, pubblicata qualche giorno fa nel settimanale Nuova Scintilla, in merito alla situazione critica della struttura dell’edificio: situazione che è stata più volte segnalata dai genitori al Sindaco e all’Assessore alle politiche educative.

 

Chioggia, 14 aprile 2009

QUALE FUTURO PER LA SCUOLA SILVIO PELLICO?

La scuola attraversa un periodo di profonda trasformazione, senza voler entrare nel merito della riforma Gelmini, registriamo che, a differenza di quanto avverrà in tante altre regioni, il Veneto avrà un incremento della popolazione scolastica di circa dieci mila scolari e contemporaneamente una decurtazione di 3000 insegnanti. Per conseguenza di questo il Veneto sarà la regione che subirà in assoluto la maggior penalizzazione, poiché a maggiori studenti invece che corrispondere un innalzamento del numero dei docenti questi saranno ulteriormente diminuiti.

Questa situazione, già di per sé incomprensibile e inaccettabile, rischia di avere al suo interno degli effetti devastanti per la realtà della scuola Silvio Pellico di Chioggia.

La Silvio Pellico, scuola dal passato prestigioso per l’intero territorio comunale e unica sede ubicata all’interno del centro storico di Chioggia, presenta oggi la previsione di vedere dimezzate le sue sezioni, da quattro a due. Certo questo dipende anche dalla fuga di alcune famiglie che ritengono più confacente iscrivere i propri figli presso altri plessi scolastici, ubicati al di fuori del centro storico, ritenendo che l’ambiente educativo esistente nella sede centrale sia nettamente inferiore a quello esterno.

Ritengo che questo non abbia diretta attinenza con il negativo evento dell’aggressione subita dal professore di musica della sezione musicale mentre, invece, permane la difficoltà di saper fare convivere in percorsi educativi mediamente proficui i ragazzi provenienti dalle famiglie più abbienti con quelli provenienti dalle condizioni di maggior disagio e difficoltà sociale.

Se questa logica viene accettata, condivisa o addirittura sollecitata è chiaro che assisteremo alla totale ghettizzazione della Silvio Pellico.

D’altra parte chi dovesse vedere l’edificio scolastico, sito in calle Filippini, si renderebbe conto delle difficoltà in cui il corpo docente deve svolgere l’attività educativa a causa degli spazi ridotti e della vetustà della struttura lasciata scientemente in condizioni di totale diseguaglianza nei confronti di tutti gli altri plessi scolastici del nostro comune.

Secondo la riforma Gelmini il numero degli alunni per classe non dovrà scendere sotto i 20 fino ad arrivare ad un numero di 27 alunni.

Come potrà l’ istituto allocare 24 -25 alunni o addirittura 27 all’interno di aule di 34 mq, le più grandi, e di 31 mq, le più piccole?

Le norme per l’edilizia scolastica fissano m.1.80 per ciascun alunno, quindi risulta evidente che secondo l’indice di massimo affollamento queste aule hanno una capienza massima di 17-18 alunni.

La scuola ha una palestra assolutamente inidonea allo svolgimento delle attività sportive, la biblioteca è inesistente e il laboratorio d’informatica è collocato praticamente in una soffitta.

Come può una città di cinquanta mila abitanti condannare il suo centro storico a subire un’arretratezza di tali dimensioni che si scarica totalmente sulle famiglie e attraverso di queste alla popolazione scolastica della città.

Serve che le autorità istituzionali Comune, Provincia, Regione e autorità scolastiche abbiano finalmente piena e reale conoscenza di una situazione ai limiti del pieno e totale collasso.

Troppo comodo sarebbe ascrivere le responsabilità al livello di diseducazione delle famiglie, di disagio delle persone o d’incapacità del corpo docente.

Le responsabilità stanno ben più a monte e l’eventuale passiva accettazione del dimezzamento della scuola non può essere scaricata sulle vittime, ma andrebbe ascritta alle omissioni di responsabilità palesemente riscontrabili.

Credo che la Silvio Pellico non possa essere lasciata morire senza che tutti siano informati del reale stato delle cose. Spero di suscitare, almeno nei tanti chioggiotti importanti e non, che hanno avuto la fortuna di frequentare la Silvio Pellico in anni prestigiosi, un sentimento di ripulsa per una situazione che vedrebbe il centro storico di Chioggia scoperto del vero livello educativo essenziale. Sono certa di tante attenzioni utili a scongiurare questa drammaticità.

Roberta Boscolo Anzoletti

 

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